Semi al vento - Forum di incontro e discussione

Kup Manduk - La rana nel pozzo

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view post Posted on 11/5/2008, 14:41     +1   -1
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Ho cercato questa storia dopo averne letto una versione nel libro di Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra. Ne esistono alcune varianti, io ho scelto quella più ricorrente di Vallés.

Terzani la riporta così:

Un giorno, mentre la rana Kup Manduk era nel suo piccolo pozzo dove era vissuta
tutta la vita, salta una rana che dice di venire dall'oceano.

"L'oceano? E cos'è?" chiede Kup Manduk, la rana del pozzo.

"Un posto grande, grandissimo", dice la nuova arrivata.

"Grande come?"

"Molto, molto grande."

Kup Manduk traccia con la zampa un piccolo cerchio sulla superficie dell'acqua:
"grande così?"

"No. Molto più grande."

Kup Manduk traccia un cerchio più largo.

"Grande così?"

"No. Più grande."

Kup Manduk allora fà un cerchio grande quanto tutto il pozzo che è il mondo da lei conosciuto.

"Così?"

"No. Molto, molto più grande", dice la rana venuta dall'oceano.

"Bugiarda!" urla Kup Manduk, la rana del pozzo, all'altra. E non le parla più.



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La rana nel pozzo


Un'intera colonia di rane viveva in un pozzo grande e profondo.
Le rane conducevano la propria vita, mantenevano le proprie usanze, cercavano il cibo e gracidavano a più non posso, riempendo di movimento e di suoni le ombrose profondità di quel pozzo ospitale.
Il loro isolamento dal mondo esterno lo proteggeva ed esse vivevano in pace, attente solo a evitare il secchio che di tanto in tanto qualcuno calava dall'alto per attingere acqua dal pozzo.
Non appena sentivano la corrucola cigolare lanciavano l'allarme si tuffavano sott'acqua o si aggrappavano alla parete, e aspettavano lì trattendendo il respiro finchè il secchio pieno d'acqua non veniva tirato su di nuovo e il pericolo passava.

Una giovane rana dopo essersi messa al riparo in una di queste occasioni, cominciò a pensare che il secchio, anziché un pericolo, poteva rappresentare un'opportunità. Lassù in cima riusciva a scorgere un'apertura luminosa come un grande lucernario, il cui aspetto mutava con il giorno e la notte e sulla quale passavano ombre e profili, forme e colori che suggerivano che c'era qualcosa che valeva la pena di conoscere da quella parte del pozzo.
E soprattutto, c'era il bel visetto della ragazza dalle trecce d'oro che per un istante ogni giorno si chinava sul parapetto del pozzo per gettare il secchio e tirarlo su in quell'apparizione temuta e attesa.
Tutto ciò andava esplorato.

La giovane rana parlò e tutte le altre la redarguirono aspramente.
Non è mai stato fatto.
Sarebbe la rovina della nostra razza.
Il cielo ci punirebbe.
Saresti persa per sempre.
Siamo state fatte per vivere qui e possiamo stare bene ed essere felici.
Fuori dal pozzo c'è solo desolazione e distruzione.
Non ti azzardare a disubbidire alle leggi dei nostri antenati.
Come può una giovane rana pretendere di saperne più di loro!

La giovane rana attese pazientemente che il secchio fosse calato di nuovo. Si acquattò nel posto giusto, saltò nel secchio nel momento in cui veniva sollevato e salì con esso tra la meraviglia e l'orrore della comunità degli anfibi.
Il consiglio degli anziani scomunicò la rana fuggitiva e proibì a tutti di parlarne. La dignità del pozzo andava salvaguardata.

I mesi passarono senza che nessuno la nominasse né la dimenticasse, finchè un bel giorno dal parapetto del pozzo si udì gracidio familiare: tutte le rane, incuriosite, si radurarono là sotto e videro stagliarsi contro il cielo il noto profilo della rana intraprendente. Poi al suo fianco apparve un'altra rana e intorno a loro si radunarono sette ranocchietti.
Erano tutti lì a guardare senza azzardarsi a dire nulla, quando la rana parlò da lassù:
" Qui c'è un mondo meraviglioso che vi aspetta. C'è l'acqua che scorre, non come quella laggiù e c'è erba verde e tenera che spunta dal terreno ed è una gioia muovercisi in mezzo, e c'è una gran quantità di piccoli scarabei e insetti gustosi ovunque; ogni giorno si posso mangiare cose diverse.
E poi ci sono molte rane di moti tipi, molto colte e simpatiche, e io ho sposato una di loro e siamo felicissimi e abbiamo questi sette piccoli che vedete qui con noi. C'è spazio in abbondanza qui perchè i campi sono immensi al punto che non se ne scorge la fine."

In fondo al pozzo le autorità ufficiali minacciarono la rana che, se fosse tornata giù, sarebbe stata giustiziata per alto tradimento; ma lei disse che non aveva nessuna intenzione di tornare laggiù, fece gli auguri a tutte e se ne andò con la propria compagna e i sette ranocchietti.

Nelle profondità del pozzo si scatenò un gran tumulto e alcune rane di larghe vedute volevano discutere la proposta, ma le autorità le rimproverarono, proibirono di menzionare lo spiacevole incidente e la vita tornò alla normalità tra le ripide pareti di quell'oscuro pozzo.

La mattina dopo, quando la ragazza dalle trecce d'oro tirò su il secchio dal pozzo, rimase sbalordita nel veder che era pieno di rane.

da LA RANA NEL POZZO di Carlos G. Vallés

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