fonte: L'UNICO
Privatizzazione Acea, Legambiente: "L'acqua è un bene indispensabile e non può essere privatizzato"
giovedì 19 novembre 2009
“Attenzione Sindaco Alemanno, gestire l’acqua non è come gestire un servizio pubblico qualsiasi, l’acqua è un bene indispensabile, senza di essa si muore, la gestione privata non garantisce affatto su questo fronte - dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, in merito alle affermazioni del Sindaco di Roma sulla privatizzazione della gestione dell’acqua."
"ACEA dà da bere ai romani oltre 309 milioni di metri cubi di acqua potabile ogni anno, un patrimonio immenso, un valore che non si può e non si deve perdere. Bisogna riconoscere con fatti concreti che l'acqua è un bene comune che appartiene a tutti, il problema è quello dell’accesso al bene, un diritto fondamentale e inalienabile, che va garantito sempre e comunque. La dotazione minima di acqua per vivere è di circa 50 litri al giorno, a Roma ne consumiamo mediamente 233, mentre un africano fortunato di una regione subsahariana ne consuma meno di 20. Nel mondo più di 1 miliardo di persone, oggi, non ha accesso all'acqua e 2,6 miliardi mancano di servizi sanitari. Siamo anche in un contesto in cui i cambiamenti climatici stanno già riducendo le riserve di acqua potabile, mentre anche la diminuzione della portata dei fiumi e delle precipitazioni nell'area mediterranea, favorisce i processi di desertificazione, assottigliando le riserve di acqua potabile. Già oggi la gestione privata dell’acqua, anche dell’ACEA, ha fallito come dimostra il fatto che nel mondo la qualità della risorsa è peggiorata, il consumo è aumentato e le riserve procapite sono diminuite di un terzo, anche la tariffa è aumentata nel tempo. A questo si aggiunge che investimenti sbagliati hanno gravi conseguenze sul cittadino che ne paga i costi, come è già successo ad ACEA con il tentativo sbagliato sulla telefonia, che ha provocato bilanci passivi. Di fatto in questo modo si privatizzano gli utili e si socializzano gli oneri, con la manutenzione delle reti e la perdita che rimangono a carico del pubblico, in un contesto in cui il controllo pubblico non è in grado di garantire i cittadini.”
ilGiornalediVicenza.it
L'acqua «privata» è diventata legge dello Stato.
BENI DI TUTTI. Il governo: nessun pericolo
Via libera al testo di Ronchi
La sinistra prepara il referendum
20/11/2009
ROMA
Via libera tra le polemiche, alla Camera, al decreto Ronchi che prevede, tra l'altro, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa la gestione delle risorse idriche.
Il governo difende il provvedimento, spiegando che l'acqua rimarrà comunque un bene pubblico e non ci saranno incrementi delle tariffe. Ma l'opposizione è sulle barricate e critica nel metodo e nel merito le nuove norme.
L'Idv dopo il via libera finale al testo (con 302 sì e 263 no) fa partire in aula una contestazione con tanto di cartelli con lo Stivale e la scritta «Giù le mani dall'acqua». Il partito di Di Pietro, insieme alla sinistra radicale, tra l'altro, è pronto a raccogliere le firme per un referendum abrogativo della misura.
La Lega resta fredda su un testo che rischia di far alzare i prezzi in molti comuni del nord dove le bollette dell'acqua non sono alle stelle. «Difenderemo il patrimonio delle ex municipalizzate», dice il capogruppo Cota, che evidentemente non teme le grandi imprese italiane ma solo quelle straniere, «dall'aggressività delle grosse multinazionali estere».
Ma il ministro delle Politiche europee Ronchi e quello degli Affari regionali Fitto, che hanno gestito tutta la partita, danno una serie di rassicurazioni: «Non ci saranno innalzamenti delle tariffe», sottolinea Fitto, e la liberalizzazione consentirà «interventi sulla rete», per cercare di arginare la questione delle perdite. Il ministro dice poi che ci sarà un organismo di controllo del settore idrico. Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno tenta di placare gli animi: «In Parlamento avrei votato sì», dice. «Non ci sarà un rincaro delle bollette». E ancora: «Ci sarà l'apporto dei privati ma nessuno toglierà l'acqua ai romani».
Secondo il Pd e l'Udc, però, si tratta di una norma che «va contro gli interessi dei cittadini», come sottolinea la capogruppo dei democrats in commissione Ambiente Raffaella Mariani o ancora «non risolutiva» per il suo omologo centrista centrista Mauro Libè.
La sinistra è ancora più dura e prepara un referendum contro un provvedimento che il presidente della giunta pugliese Nichi Vendola (che ha già detto che ricorrerà alla Corte costituzionale) definisce «ignobile». Ora la partita si sposterà sui regolamenti attuativi che il ministro Fitto ha assicurato «saranno varati dal Consiglio dei ministri entro la fine dell'anno».



«There are two words used to describe tsunamis.
"Kai e'e" is a general word for tsunami waves,
and "Kai mimiki" is used to describe the withdraw of the water
before the Kai e'e arrives.
The withdraw of the water is actually
the trough of the tsunami reaching shore.»

« Yesterday it's history
Tomorrow it's mystery
Today is a gift.»