Influenza A, il mistero dei vaccini: ci sono o no?
Il settimanale Il Salvagente, in edicola giovedì, avanza una serie di dubbi: ve li anticipiamo.
Giorgia Nardelli
Influenza A H1N1.
Bastano gli annunci dei pediatri per farsi un’idea del caos di questi giorni. Da un lato, la Società italiana di pediatria chiede “vaccinazioni subito” per i bambini. Dall’altra, la Federazione italiana medici pediatri dice che “è illogico e senza senso vaccinare subito, indiscriminatamente, tutti bambini contro il virus della nuova influenza”. In mezzo i genitori, confusi. I casi si moltiplicano, le morti anche, e i vaccini arrivano a singhiozzo.
Ieri soltanto 30.000 dosi consegnate in Puglia
Lunedì 2 novembre le Asl pugliesi si erano viste recapitare appena 30mila dosi di immunizzante e iniziavano la profilassi per il solo personale di pubblica utilità. Situazione analoga in Liguria, dove l’assessore alla Sanità lamentava l’arrivo con il contagocce dei vaccini, e nel Piemonte, che ha fissato l’inizio della campagna al 9 novembre.
Paradossi (e ritardi) nel Lazio
Ma il paradosso è nel Lazio: sulla carta la vaccinazione doveva partire entro il 5 novembre, ma a chiamare le Asl della Capitale ci si sente rispondere che le somministrazioni non cominceranno prima di metà mese. D’altronde le dosi consegnate sono appena 125mila.
Doppia velocità, dunque, con l’aggravante che ciascuna Regione ha scelto la sua via di somministrazione, chi attraverso le Asl, chi per tramite dei medici di famiglia. E nessuna “chiamata diretta”.
Chi vorrà vaccinarsi dovrà recarsi dal medico di sua iniziativa. Al danno del virus, insomma, arrivato in anticipo e “capriccioso”, si aggiunge quello della disorganizzazione.
Le Regioni danno la colpa al ministero
Colpa del ministero della Salute, dicono le Regioni in difetto, che ha provveduto male e in maniera diseguale all’approvvigionamento dei flaconi già stoccati. Ma il viceministro Ferruccio Fazio ha una versione diversa: “I vaccini sono arrivati in anticipo sul previsto, che era metà novembre”, e poi: “Con le prime consegne, alle Regioni sono state distribuite più di 2 milioni di dosi di vaccino, ripartite proporzionalmente alla popolazione residente”. Tranne correggersi in serata e dichiarare che “le 2 milioni di dosi saranno raggiunte solo a fine della prossima settimana (entro il 15 novembre, ndr)”.
Ministero e Regioni hanno sbagliato i conti
Secondo gli addetti ai lavori la realtà è semplice: ministero e Regioni non hanno fatto i conti con l’arrivo anticipato dell’ondata influenzale, e sono stati colti impreparati. “Così la distribuzione è rimasta impigliata nelle maglie della burocrazia, mentre il virus impazza”, dice Pierluigi Bartoletti, segretario della Fimmg Lazio.
Fazio continua a fare il “pompiere” e ripete che, nonostante i decessi degli ultimi giorni, l’influenza “non è pericolosa”. “I decessi - ha spiegato - sono lo 0,027 per mille contro il 2 per mille di quelli causati dall’influenza stagionale”.
L'Italia ha il maggior numero di contagi in Europa
Intanto l’Italia è attualmente il paese europeo con il maggiore numero di contagi. E non sembra proprio il più attrezzato. Proprio nel Lazio i medici di famiglia avevano inviato ad agosto una lettera alla Regione per rivedere l’organizzazione dell’assistenza sul territorio. “Ma dopo un sì informale, la proposta non è mai stata presa in considerazione”, dice Bartoletti. Pur avviandosi adesso, la macchina non potrà essere pronta prima di un mese. Ma è in arrivo una seconda ondata di gelo. E un nuovo picco di contagi.
Il mistero degli ordini e dei tempi
A sorpresa, la scelta più cauta l’hanno fatta gli Stati Uniti, che distribuiranno i soli vaccini senza adiuvante. La differenza è sostanziale, a quanto pare. L’ingrediente “adiuvante” è in grado di sviluppare nel soggetto vaccinato una risposta immunitaria più potente, ma può avere effetti indesiderati. È per questo che si è parlato molto in Italia del vaccino Focetria, che adesso viene distribuito nel nostro paese, e che sarà somministrato a tutti i soggetti, compresi bambini e donne in gravidanza. Il Focetria della svizzera Novartis - contestano in molti - non è stato testato a sufficienza su queste due fasce di popolazione, eppure è l’unico al momento a essere stato acquistato.
A oggi gli effetti registrati sono solo gonfiori e dolori nel punto dell’iniezione. Nei casi peggiori sono apparsi mal di testa, affaticamento e febbre, ma i dubbi restano tanti.
I vaccini "senza adiuvanti" in Italia solo fra due mesi
Bisognerà attendere due mesi per avere in Italia un’alternativa “senza adiuvanti”, come negli Usa, anche se l’Europa ha da settimane approvato il Celvapan della Baxter, che risponde a questi requisiti. L’Italia infatti non ha chiuso contratti con la multinazionale. Gli ordinativi riguardano solo la Novartis e la Sanofi Pasteur, che dovrebbe fornire i suoi vaccini (l’Humenza con adiuvante e il Panenza, senza) entro la fine dell’anno, dopo che avranno ottenuto l’autorizzazione dall’Emea europea. Il condizionale è d’obbligo, perché a quanto pare il contratto non è ancora concluso e anche nella migliore delle ipotesi, in Italia, gli immunizzanti senza adiuvante arriveranno solo quando, in teoria, bambini e donne in gravidanza saranno già stati vaccinati.
Per le due categorie, al momento, è stato deciso di riservare i vaccini Focetria senza conservante (dunque senza mercurio), a scopo precauzionale.
Ultimo aggiornamento: 03/11/09
Vaccini, Fazio: ci sono difficoltà, ma da ottobre sono arrivati a tutte le regioni
Il Messaggero
ROMA (3 novembre) - Sul fronte delle vaccinazioni contro la nuova influenza A «ci sono delle difficoltà oggettive». Ma «l'ultima cosa che voglio è fare polemiche, perché in questi casi, quando si parla degli interessi della gente, le polemiche sono davvero l'ultima cosa utile per i nostri cittadini».
Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, intervistato oggi durante la trasmissione Mattino 5, a domanda sui presunti ritardi nelle vaccinazioni anti-H1N1, replica: forse «la Regione che non si è attrezzata dice che non le è arrivato il vaccino». Ma assicura subito di non cercare alcuna polemica. «I dati sulla distribuzione dei vaccini - aggiunge - sono pubblicati sul sito del ministero» e dicono che «i vaccini sono in tutte le regioni da metà ottobre».
In particolare, «dal 30 di ottobre tutte le Regioni hanno ricevuto complessivamente oltre un milione di vaccini» e «non ci risulta che alcuna Regione abbia esaurito i vaccini che le sono stati dati finora». Il viceministro osserva poi che «ogni Regione ha le sue logiche», ma «mi risulta che tutte hanno iniziato le vaccinazioni e giovedì avremo un chiarimento definitivo in conferenza Stato-Regioni».
Fazio getta acqua sul fuoco delle polemiche anche per quanto riguarda la sicurezza dei vaccini antipandemici. «Sono stati dichiarati sicuri dall'agenzia regolatoria europea Emea, dall'Agenzia italiana del farmaco, dall'Istituto superiore di sanità e dal Consiglio superiore di sanità», evidenzia. «Finite le vaccinazioni sulle categorie a rischio, in dicembre andremo a vaccinare anche gli altri bambini», ripete, ricordando che «inizialmente le produzioni di vaccino sono state limitate in tutto il mondo» e «non abbiamo tutto il vaccino per cominciare subito tutte le vaccinazioni».
Il viceministro prosegue ribadendo che nessun Paese ha scelto la vaccinazione volontaria, a discrezione del cittadino, per chiunque la vuole fare. Quella di raccomandare l'iniezione "scudo" ad alcune fasce di popolazione «è una strategia vaccinale condivisa in tutto il mondo, dall'America all'Europa. Quando avvengono queste pandemie, infatti, sono i governi che decidono quali sono le categorie più a rischio e quelle che devono essere vaccinate con ordine prioritario».
Infine una nuova puntualizzazione personale: «Ho detto che non mi vaccino contro l'influenza A/H1N1 solo perchè la probabilità che colpisca dopo i 65 anni è così bassa che non è opportuno vaccinarsi». Siccome «la pandemia è una cosa nuova», un'opera di comunicazione va piuttosto fatta sui medici di famiglia: «È migliorabile - conclude Fazio - abbiamo già organizzato seminari e incontri e ne faremo altri», promette



«There are two words used to describe tsunamis.
"Kai e'e" is a general word for tsunami waves,
and "Kai mimiki" is used to describe the withdraw of the water
before the Kai e'e arrives.
The withdraw of the water is actually
the trough of the tsunami reaching shore.»

« Yesterday it's history
Tomorrow it's mystery
Today is a gift.»