Voto storico sulla sanità, la Camera approva la riformaStefania Arcudi"I sì sono 220, i no 215. Il documento è approvato". Così il presidente della Camera dei Deputati Nancy Pelosi ha annunciato, attorno alle 23.30, il risultato del voto, che ha decretato il via libera alla legge per la riforma della sanità. Una vittoria per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che sulla riforma si gioca la propria credibilità.
Ora la palla passa in Senato, che dovrà mettere a punto un proprio documento e metterlo ai voti (difficilmente prima di dicembre). In caso di approvazione di entrambe le Camere i due testi dovrebbero poi essere 'fusi' nella versione definitiva che difficilmente però arriverà alla firma del presidente prima di Natale.
I numeri dimostrano che la partita non è stata facile e la vittoria è apparsa in bilico fino all'ultimo secondo: il partito del presidente poteva contare su 258 voti (tanti sono i democratici alla Camera), ne bastavano 218 per vedere approvato il documento. Eppure alla fine del conteggio, i sì sono stati 220, compreso quello del deputato repubblicano della Luisiana Joseph Cao (l'unico del partito di minoranza a essersi espresso a favore della riforma). Questo significa che si sono espressi contro la legge 39 democratici, i più conservatori.
Proprio questi avevano chiesto e ottenuto che fosse messo ai voti un emendamento per inasprire la parte relativa ai finanziamenti alle polizze che prevedono rimborsi per l'aborto. L'emendamento era stato approvato nella serata, dopo il fondamentale voto procedurale (approvato con 242 favorevoli, nessun dalle fila repubblicane, e 192 contrari).
Nel pomeriggio di sabato a Capitol Hill era arrivato anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha fatto un ultimo appello prima del voto. Al termine dell'incontro con i deputati, il presidente non aveva parlato ma, uscendo dall'aula accompagnato dal presidente della Camera Nancy Pelosi, non aveva nascosto ampi e rassicuranti sorrisi. "Voteremo e approveremo questa storica legge, dopo un dibattito che significativamente cade nel giorno del terzo anniversario di quando i democratici hanno ottenuto la maggioranza alla Camera", aveva detto Pelosi, ricordando lo scomparso senatore Ted Kennedy e la sua battaglia per la riforma, definita "la grande opera americana ancora incompiuta".
Il partito del presidente aveva presentato ai deputati una versione della riforma più 'forte' rispetto a quella del Senato. Il testo, che vale complessivamente 1.100 miliardi di dollari, include infatti la cosiddetta 'public option', la creazione di una compagnia pubblica che offra sul mercato polizze a basso prezzo per costringere i colossi privati ad abbassare i prezzi delle assicurazioni. La versione è comunque molto 'diluita' rispetto a quella voluta all'inizio da Obama.
Non ho paura della cattiveria dei malvagi,
ma del silenzio degli onesti (Martin Luther King)
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